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06 aprile 2007

Domani i funerali di Comencini

Comencini è un regista serio ma non serioso, divertente ma mai comico, una persona che sa far adattare i propri attori ai propri ruoli con maestria ineguagliabile»

Nino Manfredi





Da Tutti a casa di Luigi Comencini :

02 aprile 2007

Che dio salvi la Regina

South Park : Il suicidio della Regina Elisabetta...

L'episodio vede la Regina ordire un complotto per conquistare gli Stati Uniti.Uccidere la candidata alla presidenza Hillary Clinton. Ma quando l'invasione fallisce, Elisabetta non vede altra soluzione che infilarsi una pistola in bocca e sparare.

06 marzo 2007

La stronzata dell' anno!!!

Anche la pecora (si proprio quella nera) vuole un posto al sole e speriamo nell' oscar !!
Ecco come sprecare un po' di pellicola girando un film su di un gregge di pecore assassine ( ma porc...)
Vi rimando al trailer..buona visione :

28 febbraio 2007

Shooting Silvio..e vaiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



"Ti fischiano le orecchie presidente?"

Con questa frase che suona più come una minaccia si presenta il film destinato a far parlare molto di sè.
Indipendente, sovvenzionato con sistemi alternativi, venerdì 3 marzo uscirà con sole due pellicole "Shooting Silvio".
Giovanni, giovane, ricco, con l'animo da artista individua nella persona di Silvio Berlusconi il male che affligge la società italiana, e progetta di ucciderlo.
Se si riflette sul fatto che la Fininvest è nata nel 1961 si può capire la portata dell'impronta che un uomo solo è riuscito ad imprimere sull'intera società italiana.
Si è insediato ovunque, ha costruito le nostre case, ha scritto i nostri giornali e oggi spopola attraverso le sue tv decidendo a cosa NON dobbiamo pensare, a cosa NON dobbiamo sapere.
Non è il primo autore a immaginare la morte di Berlusconi per mano di uno che, semplicemente, non ne può più.
Indimenticato l'autore del lancio del cavalletto del gennaio 2005, segno di totale insofferenza.
Berlusconi è l'uomo piacione per eccellenza, quello che ostenta sicurezza in se stesso sempre, quello che cento ne pensa e meno male che non le riesce a dire tutte, quello che deve vincere sempre, e se perde è perchè c'è stata un'ingiustizia, un imbroglio o gli altri sono stati agevolati.
Promuove se stesso e la sua attività con la stessa formula con cui vende da anni i suoi prodotti.
E' riuscito attraverso l'attività delle sue televisioni a far credere che apparire sia l'unico modo per essere sicuri di esistere.
Peccato che tutte queste iniziative nei suoi confronti non solo non lo facciano riflettere, ma di diritto fanno di lui un perseguitato.

26 febbraio 2007

Saturno contro



Diciamocelo: mentre vediamo scorrere le immagini del'ultimo film di Ozpetek ci assale la sensazione di un fastidioso deja-vù.
Ci sembra di rivedere le "Fate ignoranti", solo che l'asse è spostato più sull'amicizia che sull'amore.
E mentre nel primo film il finale era orientato verso la speranza di un ritorno, in questo il finale ha un sapore amaro, quasi pessimista. Ci ricorda che le cose belle finiscono, e nonostante tutti i nostri sforzi la vita segue il suo corso e nulla torna indietro.
Anche l'impianto della storia è simile: un film corale, ogni personaggio porta con sè il suo carattere, la sua storia e il suo vissuto. Tutto ruota intorno ad una persona che li tiene uniti nonostante le loro diversità, i loro battibecchi, le loro bugie. E si ritrovano tutti in un appartamento di cui tutti (sembra) abbiano le chiavi.
Interessante l'incursione nell'attualità di una legge che non riconosce le coppie di fatto, e quindi vediamo un padre che ha ripudiato il figlio interessarsi a lui, poter (dover) decidere per un figlio che in realtà non conosce, mentre la sua "vera" famiglia, quella formata dal compagno e dagli amici non contare nulla.
Cosa c'è da salvare in questo film? La poesia con cui scorrono le immagini sullo schermo. La delicatezza nel raccontare le sfumature dei sentimenti.
Perchè mi è piaciuta Ambra? Perchè ha parlato poco con la bocca e ha parlato molto con gli occhi.
E volevo aggiungere: ma quanto sta invecchiando male Stefano Accorsi?

La trama non la racconto perchè tanto la potete trovare ovunque.



14 gennaio 2007

LA RICERCA DELLA FELICITA’


LA RICERCA DELLA FELICITA’
Nulla di nuovo in questa storia dal sapore tutto a stelle a strisce. La trama è quella classica del self-made-man, dell'uomo che si fa da se. Un uomo (Will Smith) che dopo essere arrivato ad un punto morto nella sua attività di venditore, dopo essere stato abbandonato dalla moglie, aver perso soldi, macchina e casa non si dà per vinto. Finisce a dormire con i poveri ma continua a seguire un corso da stagista in uno degli studi di brokeraggio più importanti della città e a dispetto delle difficoltà incontrate, riesce ad emergere.
Quello che c'è di nuovo è che a dirigere questa storia c'è un regista italiano ( Gabriele Muccino ) . Uno sguardo europeo sull'america delle opportunità.
Allora invece di parlarvi della trama (che troverete con facilità ovunque), mi piacerebbe raccontarvi del rapporto che viene raccontato fra padre e figlio. Un rapporto forte nonostante le avversità. Un rapporto d'amore, ma mai melenso. Belle le scene che li ritraggono insieme: l'adulto che per forza di cose torreggia accanto al bambino, ma che prende tutte le sue forze proprio da quel bambino che ha solo bisogno di sentirsi protetto.
La scena nella metro, con loro seduti distanti (perchè nelle difficoltà tendiamo ad allontanarci) che si avvicinano sull'onda di una storia, di una favola, che edulcora la realtà e la fa sembrare migliore.
La scena in cui il bambino perde l'unico giocattolo che ha, ma non può tornare a prenderlo perché devono correre al ricovero dei poveri altrimenti rischiano di rimanere a dormire per strada.
Muccino racconta la storia dal punto di vista delle difficoltà, non si sofferma neanche un attimo a farci vedere come diventa il protagonista dopo essere diventato ricco. Solo una scritta in sovrimpressione ci dice quello che è successo. La macchina da presa segue il protagonista che esce dall'ufficio dove ha ricevuto la notizia che è stato assunto, e corre per andare ad abbracciare suo figlio, quel figlio a cui ora potrà dare un futuro migliore.
Che dire: i soldi non daranno la felicità ma aiutano a migliorare la vita.
Ecco lo slogan con cui accompagnerei la visione del film.
Film in cui difficilmente riusciamo ad immedesimarci con il protagonista, perché da noi non può succedere che uno che non ha nulla ad un certo punto si trovi all'apice di un impero, a meno che non decida di diventare disonesto.
Allora perché andarlo a vedere ed esserne fieri?
Perché speriamo che un certo cinema italiano smetta di produrre brutti film e brutte storie.
Perché sentire un americano essere fiero di essere diretto da un italiano mi riempie di orgoglio.
Ma soprattutto perché Muccino sta dimostrando che il nostro modo di fare cinema può essere ancora all'altezza di reggere il giudizio internazionale.

12 dicembre 2006

Uccidete la democrazia

Ho visto il documentario di Enrico Deaglio, Uccidete la democrazia.
Il documentario fa' un’ipotesi: il risultato elettorale del 9-10 aprile non è valido perché ci sono state gravissime irregolarità nel percorso che dai verbali dei seggi porta alla conta finale dei voti,e questo mediante un software capace di trasformare miracolosamente schede bianche in voti validi, naturalmente in questo caso a favore di Forza Italia o dei suoi alleati.
Che solo grazie a questo trucco avrebbe recuperato posizioni e consentito alla Casa delle libertà di sfiorare la vittoria. Dunque imbrogli, sufficienti ad alterare il panorama politico e i rapporti di forza in Parlamento. Senza questi brogli ora Prodi governerebbe serenamente e non sarebbe costretto a ricorrere continuamente alla fiducia.
Secondo la mia modesta opinione non credo o almeno spero che in Italia si possa arrivare fino a questo punto. Se fosse vero si e sfiorato il colpo di stato ( un altro ) e poi se ormai si facevano brogli perché non vincere...ma...